martedì 3 febbraio 2009

eraldo baldini - nebbia e cenere

In ripresa dopo la prima tranche di farmaci ne approfitto per postare le mie impressioni su un libro che ho letto ancora nel 2008, in modo da non rimanere troppo indietro con l'allenamento di scrittura pseudo-recensiva che mi sono ripromesso di svolgere.

Di eraldo baldini ho sentito parecchio parlare nell'underweb di casa nostra, spesso e volentieri con parole d'elogio, accostato a una serie di racconti e romanzi un po' mystery e un po' noir. Preso dalla curiosità sono andato a spulciare nella mia fida biblioteca e ho ho cavato fuori "nebbia e cenere". Naturalmente scelto in base a quello che c'era scritto in quarta di copertina, dove la frase "opera più matura e forte dell'autore" mi ha convinto.
Tradito forse da un eccesso di aspettative alla fine sono rimasto un po' deluso. La storia è quello di bruno, autista di uno scuolabus, con alle spalle un passato difficile a causa di una sorella con turbe psichiche, additata dalla popolazione come "indemoniata", e che si trova a dover gestire un trauma da separazione con la sua ex ragazza. A ciò si accavallano le storie e i problemi grandi e piccoli di adolescenti con cui bruno viene quotidianamente a contatto.
Una storia che promette molto e che poteva secondo me essere gestita meglio. Nel senso che il romanzo ha la struttura di un racconto che narra e descrive molto fino alla botta finale, in un lento e progressivo ascendere al climax. Il problema è che una costruzione del genere risulta stancante se diluita in 180 pagine, col rischio di dire troppo spesso "ma quando accidenti succede qualcosa?" A mio avviso questo sarebbe stato un buon racconto lungo sulle 50 pagine, in cui molti fronzoli riguardanti dei personaggi minori (es il ragazzo potenziale calciatore), potevano essere tagliati perché non aggiungono nulla alla storia.
Per il resto lo stile è buono, così come la gestione dei dialoghi e la descrizione di un paesaggio padano davvero molto suggestivo. Ma ciò porta a rodersi ancora di più il fegato pensando a quello che sarebbe potuto essere e invece non è stato.
Insomma scrittore rimandato, magari non ho letto il libro più rappresentativo, e in futuro mi riprometto di prendere qualcos'altro, in particolare la raccolta di racconti "gotico rurale", che forse potrebbe risultare più interessante.