martedì 2 dicembre 2008

Riletture: agatha christie - dieci piccoli indiani

Dieci poveri negretti
Se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.
Otto poveri negretti
Se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.
Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s'infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale
quattro soli ne restar.
Quattro poveri negretti
salpan verso l'alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.
I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l'orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.
I due poveri negretti
stanno al sole per un po':
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
ad un pino s'impiccò,
e nessuno ne restò.
Alle medie avevo la passione per i gialli, quelli classici, proprio con la copertina del colore classico e sgargiante. Mi rendo conto che quasi tutti i romanzi di questo genere che ho letto appartengono a quell'epoca, quindi ne serbo dei ricordi molto sfumati, più che altro sensazioni e sprazzi di trama o stile. Crescendo ho iniziato a deviare verso il noir e letteratura ad ampio respiro, in pratica ho preso a leggere a casaccio, a seconda dell'ispirazione.
Qualche giorno fa mi è venuta voglia di rileggere uno dei classici che mi avevano spinto addirittura a scriverlo un giallo: "dieci piccoli indiani" di agatha christie.
Chi non lo conosce? Chi non lo ha mai almeno sentito nominare?
Ad oggi è considerato il più grande giallo mai scritto, e se pensiamo che è datato 1939 (col titolo originale di "dieci piccoli negretti", poi mutato in "...e non ne rimase nessuno", fino all'attuale) viene da pensare che è un qualcosa di davvero tosto.
Io avevo conservato solo delle reminiscenze di trama e sono arrivato al punto di dirmi che dovevo assolutamente recuperare le sensazioni di stupore adolescenziale e rileggere il tutto con gli occhi disincantati di oggi.
Be', ho recuperato le emozioni di allora e mi sono ripetuto che questo è un signor romanzo. Per tutto.
L'idea di attirare dieci persone su un'isola di un misterioso proprietario e vederle morire seguendo le rime della filastrocca, senza capire chi sia il colpevole.
L'atmosfera di sfiducia e sospetto crescente, di dubbio, di paura.
Lo stile piacevole e la grande gestione di ben dieci punti di vista inframmezzati.
Il gran finale.
E tutto in meno di duecento pagine.
Siete degli aspiranti giallisti? leggete questo libro
Siete aspiranti scrittori in generale? leggetelo
Vi piacciono i gialli? non potete non averlo letto
Non vi piaccioni i gialli? leggetelo lo stesso.
Più che pietra miliare, questo è un punto d'origine.

6 commenti:

gelostellato ha detto...

lo farò!

homo in vitro ha detto...

bravo!

ranz ha detto...

capolavoro!

Val ha detto...

Questo è uno dei libri che non puoi proprio dimenticare, come pure Sipario, il romanzo in cui la Christie uccise Poirot.
dio che ricordi...
mi hai fatto veni voglia di rileggerli!

ranz ha detto...

La Christie è stato un mio grande amore di gioventù, ma ora che ci penso Sipario non l'ho letto.
Ora so cosa regalarmi a Natale

Anonimo ha detto...

I will not concur on it. I over precise post. Especially the designation attracted me to be familiar with the unscathed story.