giovedì 4 dicembre 2008

La pietra angolare

Ecco una nuova occasione per rimpolpare i "getti d'inchiostro", sezione in perenne sofferenza...
Questo è un racconto pensato e realizzato per il concorso "300 parole per un incubo", ormai alla sua settima edizione, organizzato da scheletri.com. Si è piazzato al 50° posto, quindi un discreto fallimento. Lo lascio qui per quelli che non bazzicano il suddetto forum.


La pietra angolare



I pilastri sembrano appoggiati sulle ombre. Cammino tra le macerie della cattedrale, cercando di non guardare dietro gli angoli. Ma è più forte di me. Ogni volta che devo voltarne uno, mi fermo e tremo.
Ho sempre avuto paura di quello che avrei incontrato dietro l'angolo di un muro. Credevo che la realtà si sarebbe potuta frantumare in un secondo.
Non avrei mai pensato di avere ragione.
Un secondo prima mi trovavo accanto al muro di cinta dell'ufficio. Come ogni giorno mi fermai prima dell'entrata.
Un secondo prima c'erano il sole e il canto degli uccelli.
Presi un gran respiro e voltai l'angolo.
La realtà esplose in milioni di frammenti e mi trovai inglobato da questo incubo.
Solitudine e oscurità, in cui solo una voce ignota tortura i miei pensieri come un ago infilzato nel velluto nero.
La pietra angolare.
Vago alla ricerca della maledetta pietra su cui è stato innalzato questo edificio.
Incontro una scalinata, l'ennesima. Sudo e scendo.
Il tempo scorre.
Arrivo a terra, in una sala circolare, piena di sculture. La cripta.
Al centro c'è un pozzo. Una luce sottile rimbalza sui rilievi e s'infila nel foro.
Guardo dentro, la riconosco: perfettamente squadrata, pochi metri in basso.
Il tempo è scaduto.
Intorno a me gli echi si intensificano; rumore di ingranaggi.
No... ossa!
Mi manca il respiro. La saliva si rapprende sul palato. Chiudo gli occhi e salto giù.
La pietra angolare.
La tiro verso di me, senza fatica, come un vecchio tomo.
Il buio evapora verso l'alto.
Mi ritrovo accanto a casa mia, le mani vuote. Il sole e gli uccelli riempiono di nuovo il giorno.
Ora devo aggirare la parete, la porta è dietro l'angolo.
Penso agli infiniti mondi che potrei trovare, ognuno sorretto da una pietra angolare.
Prendo un gran respiro e volto l'angolo.

4 commenti:

ranz ha detto...

a me è piaciuto. mi dispiace che sia solo a metà classifica

Val ha detto...

Pure a me era piaciuto... un'idea del tutto diversa dalle altre.
peccato...

simone corà ha detto...

Anche secondo me è un buon racconto.
Però penso che in 300 parole forse non offra quelle suggestioni oniriche che avrebbe avuto con più spazio attorno.
E non essendo un pezzo immediato, secondo me potresti riprenderlo in mano e svilupparlo un po' :-)

homo in vitro ha detto...

mmm... non so... mmm...