giovedì 16 ottobre 2008

strumm - diario pulp

Eccoci a un altro libro targato edizioni xii e di cui sono venuto in possesso a seguito di una serata di festa nei paraggi di milano. È una delle pochissime cose davvero "pulp" che mi è capitato di leggere, che cioè non avessero il pulp solo nel titolo, come il romanzo di bukowski, che è un semplice hard boiled con qualche follia endogena. No, qui siamo proprio nei meandri grotteschi ed "efferati" resi famosi dal quentin tarantino.
Ma veniamo al libro. L'autore lo conosco di sfuggita in quanto frequentatore saltuario del forum del suddetto xii e onestamente è la sua unica opera che ho letto. Quindi non posso fare paragoni o letture incrociate, e non posso nemmeno rivelare il vero nome dell'autore, perché non lo so. O magari si chiama davvero così. In ogni caso vive in un blog che porta questo nome.
Il romanzo l'ho letto in scioltezza e anche con interesse, gustandomi le numerose trovate sia a livello di trama che di espressioni lingustiche. Sì, perché trovandosi di fronte a una storia ambientata nella "créme de la créme" della malavita romana, ricca di parolacce e metafore ardite, oltre che di espedienti omicidi, ho potuto sollazzare il mio intimo animo pulp.
Il sangue e il vituperio scorrono a fiumi negli episodi narrati, in cui i punti di vista dei protagonisti si alternano a raccontare le loro gesta e pian piano (ma con un ritmo sostenuto) scoprono gli intrallazzi delle associazioni a delinquere di roma, fino a scoprire l'identità di chi ne tesse le trame nell'ombra: l'imperatore.
Come non sentirsi coinvolti nelle vicende di gente che si chiama"zecchinetta"o "sellero", "sciacquabottiglie", "perimeson", "colore", "tripode"... ?
Ho apprezzato molto anche la scelta di narrare in prima persona al presente, tempo e persona di difficile gestione. L'autore c'è riuscito piuttosto bene, anche se spesso ci si trova a frasi necessarie a rendere l'idea dell'azione ma che risuonano male, tipo "penso che farò..." o cose del genere. In questi casi la distorsione è fastidiosa, perché l'azione dovrebbe essere immediata come il pensiero di chi agisce. Avrei preferito espressioni nette, o verbi d'azione pura.
Anche per quanto riguarda i narratori ho avuto qualche perplessità. Ho detto che mi piace la prima persona al presente, e anche l'icastro di punti di vista. La cosa che non mi è piaciuta è l'intrusione dell'imperatore a tre quarti di storia, che parla di sé come l'eroe dei fumetti "io sono qui e là, faccio questo e quello nell'ombra" e bla bla bla. Lo avrei lasciato "esterno" fino alla rivelazione finale.
Per il resto il romanzo è davvero godibile, pieno anche di frecciatine trasversali che lo rendono piacevole alla memoria e mi spingono a consigliarvi di procurarvelo.
Insomma, non abbiate pregiudizi verso horror noir e pulp, non passate dalla parte di quella gente che "merita di essere governata da uno col parrucchino".

6 commenti:

gelostellato ha detto...

sai che dico?
non devi cagarmi il cazzo! :D
ahaha
quanto ho riso con questo libro!
fantastico
fantastico
fantastico
azz
e anche tu e le tue paturnie da prima persona presente siete due cagacazzi! :)

homo in vitro ha detto...

È tutta colpa del mio aler ego al presente, è lui che pensa. Io solo agisco...

Comunque il libro l'ho consigliato eh!

homo in vitro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
simone corà ha detto...

bello, piaciuto molto anche a me.
il primo capitolo, con zecchinetta e il sellero che tagliano il cadavere in cucina è irresistibile :)

By-Tor ha detto...

Ehi Vinch,
ho segnalato sul forum di XII la tua rece.
Tra poco lo sarà anche sul sito.

Grazie e scusa il ritardo.

homo in vitro ha detto...

Grazie a te!