lunedì 29 settembre 2008

edoardo montolli - il boia

Ecco un altro romanzo (ri)messo in circolazione dalla mondadori, questa volta per la serie "nera", e che ho recuperato dagli scaffali di un'edicola. Si tratta dell'esordio (in narrativa) di edoardo montolli, un tipo che si potrebbe definire "vintage", per non dire retrò, e che appartiene alla vecchia scuola dei cronisti d'assalto. Quelli che scrivono articoli di cronaca nera, scomodi, frutto di interviste e infiltrazioni in "brutti ambienti" (è anche selezionatore per la rivista pulp "cronaca vera").
Dopo varie pubblicazioni di stampo giornalistico, tra cui il saggio sulle perversioni sessuali "tribù di notte", montolli mette giù il boia, che come lui stesso confida durante un incontro notturno su la tela nera, è stato scritto in una settimana o poco più, di getto, e non ha avuto bisogno di un grosso lavoro di editing.
Ammetto che per essere stato elaborato in così poco tempo il romanzo è scritto piuttosto bene, forse anche perché essendo così coinvolto in vicende scabrose, l'autore non ha avuto bisogno di molto tempo per documentarsi o trovare credibilità di trama. Infatti la storia riguarda un trio di investigatori che sembra messo su per caso (ispettore + profiler + alter ego di montolli, il cronista d'assalto manuel montero), che si trova a indagare su una serie di omicidi commessi da un tipo che la stampa ribattezza il boia, per i metodi "sottili" con cui uccide le vittime e che lascio all'immaginazione.
C'è da dire però che se il tutto poggia su uno stile solido e coinvolgente, la trama non è il massimo dell'originalità, così come i personaggi, che camminano in equilibrio sulla corda dello stereotipo. Ci sarebbe voluta una maggiore caratterizzazione, e qualche colpo fuori dagli schemi, nonostante l'evolversi delle vicende risulti alla fine fine anche interessante e ben architettata.
Ho apprezzato invece la narrazione, un mix di prima (quando agisce montero) e terza persona, che se all'inizio può lasciare un po' interdetti, alla fine risulta piacevole e ben costruita.
Insomma un libro medio, con pregi e difetti, da leggere senza grosse aspettative ma per passare qualche ora di intrattenimento.

mercoledì 24 settembre 2008

musica e video: evocatività

Ci sono canzoni che riescono a richiamare alla mente particolari emozioni e suggestioni sensoriali. Alcune magari sono solo legate a periodi della propria vita e l'ascolto successivo semplicemente attiva il meccanismo del ricordo. Altre fanno venire i brividi di per sé o spingono la mente a forzare sul cervello sensazioni fisiche.
La commistione musica-video facilita quello che è il meccanismo di associazione visiva, sostanzialmente si assorde e si rielabora. Molti gruppi musicali creano dei video in cui si vedono loro che suonano e basta. È un qualcosa di molto limitato e, secondo me, inutile. Ci può stare anche la curiosità dei fans di vedere le facce e le movenze dei proprio beniamini, ma io credo che da quel punto di vista sia meglio un bel concerto live.
Io preferisco i video in cui si costruisce qualcosa e si dà un senso anche estetico alla performance musicale. Ci sono varie band che spesso elaborano dei veri e propri gioellini, piccole opere assimilabili a dei corti. Di certo conoscerete i radiohead o i tool, che in questo senso hanno offerto delle piccole perle, ma anche altri artisti più o meno bravi o famosi.
Qualche tempo fa avevo parlato dei yourcodenameis:milo, gruppo (pare) ormai finito nell'abisso delle band sciolte, e che io apprezzo sia per la buona e spesso originale esecuzione dei brani che per il tentativo di offrire anche video che trasmettano qualcosa a chi ascolta.
Sono andato alla ricerca di un paio di video che mi avevano impressionato, da un lato per la particolarità delle melodie, dall'altro per l'interessante commistione con le immagini proposte. Ve li linko qua sotto. Secondo me sono un ottimo esempio di evocatività video-musicale.


rapt. dept.




wait a minute

lunedì 22 settembre 2008

anime nere - antologia

Da quando l'altieri è diventato un pezzo grosso della mondadori in edicola si vede qualcosa di interessante in mezzo a un mare di ristampe di vecchie glorie e i soliti tre nomi. E così, tra l'ennesima edizione "riveduta e corretta" della agatha christie o del vecchio westlake, ho trovato questa antologia di racconti dei "cattivi" di casa nostra.
I nomi che si leggono sono interessanti e rispecchiano effettivamente parte di una buona corrente di noiristi e horroristi italici. Vi copincollo l'elenco degli autori per farvi un'idea immediata di chi c'è dentro e decidere o meno di stare a leggere qualche altra mia st... studiata analisi dell'opera:

Valerio Evangelisti, Claudia Salvatori, Roberto Barbolini, Carmen Iarrera, Lidia Parazzoli, Loriano Macchiavelli, Nicoletta Vallorani, Gianfranco Nerozzi, Barbara Garlaschelli, Giulio Leoni, Ben Pastor, Sandrone Dazieri, Stefano Di Marino, Luca Crovi, Edoardo Rosati, Danilo Arona, Giovanni Zucca, Raul Montanari, DJ;

Cosa dire, come ogni buona antologia che si rispetti la qualità e la piacevolezza dei racconti sono molto oscillatorie. Naturalmente il gusto personale influisce molto, però devo dire che ci troviamo davanti a un'opera i cui estremi, il migliore e il peggiore, si trovano piuttosto distanziati, con al centro una serie di racconti tra il mediocre e il sufficiente.
Descriverli uno a uno è fuori discussione, vi posso solo dire che se da un lato ci sono i racconti della garlaschelli, di arona e della salvatori, che offrono uno stile davvero molto buono, in cui si cerca di offrire al lettore una storia intensa e il più possibile diversa dal solito (sopratutto le due donne, una intrisa di orrore moderno e l'altra di follie primitive); dall'altro lato abbiamo un paio di scritti piuttosto bruttini: barbolini, vallorani e di marino, con storie senza nerbo e uno stile proprio scialbo.
In mezzo ci sono racconti che si fanno leggere ma lasciano poco, di certo nessuno lesina cattiveria e sangue, orrori e ironia dei giorni nostri, ma da alcuni nomi (nerozzi, evangelisti, dazieri) di cui ho letto roba buona, mi aspettavo davvero tanto di più. Poi c'è anche il montanari che prova a regalare un pezzo di allegorie post-moderne, ma che riesce a metà.
Di positivo c'è l'idea di mettere dentro alla raccolta anche un racconto di un'esordiente, la parazzoli, che forse non ha scritto il colpo di genio come profetizza altieri, ma almeno lascia sperare a spiragli di luce per i più giovani.
Insomma, si fa leggere, e a volte tocca un buon livello qualitativo, ma in media mi aspettavo di più.


martedì 16 settembre 2008

maremma maiala



M'è venuta in mente stasera, pensando ai cazzi e mazzi con cui bisogna fare i conti ogni giorno. E questo è un periodo di mazzi intensi. Nel senso che bisogna proprio farselo il mazzo per tirare avanti in questo marasma.
Però non è niente male la maremma maiala, e il ricordo di quella vacanza dell'estate scorsa è ancora piacevole. Ti fa tornare in mente un sacco di perché ne vale la pena.
E allora via.
In culo tutto e via.

giovedì 11 settembre 2008

alessandro girola - twentyfour 2 six

Ho sempre ammirato chi decide di creare un e-book. Mettere i propri scritti in un formato digitale accessibile (e quindi curare l'impaginazione e tutto il resto), renderlo disponibile a chiunque voglia leggerlo, con l'handicap di doverlo leggere sullo schermo o stamparselo, è una grande prova del desiderio di voler comunicare ad altre persone le proprie idee. E ciò prima ancora che pubblicare con il famigerato editore. Una cosa che io non ho ancora voglia (e soprattutto "forza") di fare.
Dopo aver letto due raccolte di racconti ("usciti dalla fossa" di raffaele serafini e "cacciatori notturni" di fabrizio vercelli) ho scaricato un romanzo. Un thriller "apocalittico", usando un termine che ho spesso sentito dire al suo autore, alessandro girola (quello del blog sull'orlo del mondo). Avendo la fortuna di lavorare in un laboratorio in cui la carta si spreca di brutto (gli errori nei grafici e nelle tabelle sono all'ordine del giorno), ne ho potuto riciclare un bel po' per stamparmi il tutto e leggermerlo con calma.
Devo dire che la lettura è stata piacevole. Questo grazie al fatto che la trama è costruita bene e riesce a incuriosire il lettore fino alla fine, secondo uno schema ben collaudato di aggiunta di indizi in corso di lettura. Inoltre c'è una buona alternanza di momenti di azione pura, con sparatorie e tutto il resto (più descrizioni ricche di particolari tecnologici per i fan di armi e mezzi), e momenti di riflessione sulle tracce e gli avvenimenti.
Altra cosa positiva è l'ambientazione, tutta italiana e devo dire che fa effetto, vedere un ex agente del NOCS, un avvocato, un ragazzo informatico, un egiziano e una tipa con passioni metafisiche e cabalistiche alle prese con un attentato terroristico in Italia. Di cui si troveranno costretti a sbrogliare la matassa rivelandone gli intrecci.
Naturalmente ci sono anche delle pecche. A volte si avverte un eccesso di intrusione del narratore che disturba un po' la lettura, oltre che a qualche passaggio macchinoso in fase di costruzione dell'azione, a livello di ritmo del periodo. Ma credo che un lavoro di editing nemmeno troppo marcato basterebbe a livellare le schegge e rendere efficace la narrazione. Ne potrebbe venire fuori una buona spy-story del belpaese.
Il romanzo è scarcabile gratuitamente al sito di alessandro girola, assieme ad altri racconti più o meno brevi.

lunedì 8 settembre 2008

Quaquaraqua (parrucche e papere)


-I giovani sono il futuro.
-Aiutiamo i giovani a crescere.
-Puntiamo sui giovani.
-Pensiamo ai nostri figli.

-Le assicurazioni aumentano sempre più.
-E mo'?
-Non dovremmo vigilare?
-I giovani sono forti possono usare il treno.
-Gli abbonamenti crescono ogni mese.

-E se avessero dei figli?
-Bicicletta e seggiolino, no?

-E i laureati?
-I nostri cervelli.
-Non bisognerebbe pagarli un po' di più?
-La gavetta è necessaria.
-Ma se non arrivano a fine mese?
-Potevano pensarci prima a metter su famiglia. Tanto la vita s'allunga.

-E l'affitto, le tasse, la spesa, e...
-Senti: vuoi rinunciare alle tue ville?
-...
-Alle tue auto?
-...
-Alle tue vacanze di lusso?
-...
-Vuoi rompere i coglioni ai tuoi sostenitori industriali?
-...
-Allora pensa ai tuoi, di figli.