venerdì 16 maggio 2008

korpiklaani - korven kuningas


Puntuale come il famigerato orologio svizzero, arriva il nuovo album del "clan della foresta", rispettando il terrificante ritmo di un album all'anno. E non stiamo parlando di un promo, di una raccolta di b-songs, o altro materiale scartato. Questo è proprio un intero album nuovo di zecca. Come fanno? Boh, dopotutto in finlandia, col freddo che fa, magari ci sono poche cose da fare. Quindi, birra, sesso e musica devono essere il toccasana nordico contro la noia.
I korpiklaani sfoderano in copertina il solito finnico con le corna di alce, quella specie di mascotte senza nome che, sulle orme di eddie degli iron maiden (ma anche altre meno blasonate), ormai occupa costantemente il ruolo di protagonista visivo della band. Purtroppo questa ripresentazione in questo caso è di cattivo auspicio. E sì, perché questo album non è proprio niente di nuovo.
Forse sarebbe stato meglio prendersi un po' di pausa e cercare una maturazione di diverso tipo. Dopo aver raggiunto livelli di eccellenza tecnica (per il loro stile, ovvio, fan dell'ipertecnica non arriciate il naso) , di arrangiamenti e armonia nel precedente album tervaskanto e cavalcando l'onda dell'originalità che il folk ha portato al metal, il gruppo ha sfornato il tipico album di stallo.
Occhio, non sto parlando di un brutto album. Il folk domina e le chitarre aumentano la distorsione (tapporauta ne è l'eselpio lampante), gli arrangiamenti sono impeccabili, il cantato è vario e offre momenti di bravura (vedi northern fall) che zittiscono i criticoni della presunta voce scadente. E allora?
Allora manca la spontaneità, il ritmo spesso indiavolato che era ormai marchio di fabbrica (in generale troppo lento questo k.k.), la coesione strumenti folk/strumenti metal e l'arditezza di certi passaggi che in "tales along this road" (in assoluto il mio preferito) avevano raggiunto il tocco di classe.
Che dire, l'ascolto è piacevole, e come sempre vien voglia di farsi una birra e accendere un fuoco per saltarci attorno, però probabilmente è arrivato il momento di fermarsi un attimo e pensare alla prossima mossa. Anche a costo di mettere in attese la nuova etichetta produttrice (la nuclear blast) e le solite pretese dei marchettari della musica.

5 commenti:

gelostellato ha detto...

credo di aver preso una medicina con lo stesso nome, una volta

:)

Folksilente ha detto...

Per una volta sono d'accordo con te. A me anche Tervaskanto, tolte quelle 2-3 canzoni irresistibili, non è che sia piaciuto proprio tanto. Poi anche il fatto che abbiano rallentato i ritmi è un bel punto in meno.

Boh, speriamo davvero che si risollevino da questa mediocrità.

korpiklinch ha detto...

Occhio che le pillole korpiklaani sono altamente eccitanti!

Speriamo davvero che il prossimo album sia quello della ripresa...

Alle ha detto...

naa a me fa impazzire korven kuningas.. non come spirit ma è stupendo! tapporauta, runamoine sono fantastiche.. e sopratutto korpiklaani e kypumylly che suonano sempre dal vivo adesso.. ma anche metsamies.. bellissimo

donzia ha detto...

boh...a Me piace davvero molto questo album!

in una ipotetica classifica:

1) KORVEN KUNINGAS
2) SPIRIT OF THE FOREST
3) TALES ALONG THIS ROAD
i miei preferiti!

4) VOICE OF WILDERNESS
5) TERVASKANTO
quelli che mi piacciono di meno... salvo al massimo un tre o quattro brani che ritengo validi.

d'altronde vale sempre il detto:
"de gustibus...non est disputandum"