lunedì 19 maggio 2008

giancarlo de cataldo - nero come il cuore

Il giudice de cataldo è salito alla ribalta soprattuto grazie alla trasposizione cinematografica del suo "romanzo criminale", per la regia di michele placido, che ha fatto impennare le vendite del libro. Il cinema può avere un effetto trainante stupefacente, quindi è normale che un qualsiasi autore arrivi anche a sognare il giorno in cui un suo libro diventerà un film. Sebbene questo possa essere quasi deprimente per la letteratura in generale, è un fatto da tenere in considerazione. Anche perché l'effetto è anche di tipo domino, cioè fa in modo che anche i libri più vecchi dell'autore vengano tirati fuori dalla polvere e messi in bella mostra, nel tentativo di cavalcare l'onda. Succede quindi che l'einaudi ristampi il suo primo libro, "nero come il cuore", appunto per sfruttare il momento di pubblicità.
Questo romanzo è datato 1989, inizialmente edito da mondadori, da cui avevano tratto anche un film tv, ed è stato revisionato apposta per i giorni nostri. Visto che romanzo criminale lo avevo apprezzato, ho deciso di partire dalle origini dell'autore. In effetti devo dire che la differenza si nota, soprattutto nello stile. Per quanto la storia sia discreta, non chissà che, però calata ottimamente nelle atmosfere romane, si avverte una sapore davvero acerbo nello stile. In particolare è troppo disomogeneo, con sferzate ironiche a volte fantozziane (ricordate gli elenchi degli uffici dei megadirettori?) a volte più di intonazione hard-boiled, alternate a momenti di azione cupa, che offre il lato migliore dell'autore, e a momenti di descrizione stucchevole e banale.
In effetti in certi frangenti si cade nella trappola del cliché amoroso (alcune descrizioni della solita bellissima donna che l'investigatore conquista senza sapere perché sono davvero brutte) o del cliché "cattivo di potere", che se gestiti in modo più originale avrebbero donato molta più freschezza alla storia. Stesso discorso per il protagonista "antieroe con l'orgoglio", che a volte rivela un conflitto interiore inverosimile.
Applauso invece per il finale che, nonostante la risoluzione del tutto scenda un po' troppo come fulmine a ciel sereno, lascia davvero soddisfatti gli appassionati del noir che nero deve essere.
Insomma, un libro medio, che può anche essere considerato buono per un esordio, da leggere en passant senza troppe pressioni.

2 commenti:

Valchiria ha detto...

non l'ho letto, e nemmeno Romanzo criminale che però ho visto e mi è pure piaciuto tanto (ma come fa a non piacere a quelli di Roma?)
...no, così, era per lasciare un'impronta, almeno sai che vengo leggerti :-)

homo in vitro ha detto...

Pensa che io invece il film non l'ho ancora visto...
grazie per la visita, è sempre gradita!
solo che passare ogni volta lo straccio per terra con tutte quelle impronte...
XD