giovedì 21 febbraio 2008

petrol - dal fondo


C'erano una volta i timoria, i litfiba, i marlene kuntz; c'erano una volta un certo numero di gruppi e musicisti italiani che potevano piacere o meno, ma di cui si conoscevano nomi e canzoni; a cui tutti attribuivano una certa forza e personalità. Musicisti che cercavano di creare qualcosa e di svuotare con secchi e palette l'enorme barcone del panorama musicale italiano, che stava affondando miseramente. Essi ora sono morti e sepolti (anche il vecchio vasco, il primo ligabue a cui si possono attribuire la capacità di smuovere le folle oggi sono [musicalmente] finiti) e ora non si vede nessuno capace di far riemergere la musica nostrana.
Un timido tentativo lo fanno i petrol, gruppo fondato dal vecchio bassista dei marlene kuntz, dan solo, e dall'ex cantante dei fluxus, franz goria. L'album è una buona prova, non siamo certo ai livelli dei primi marlene (da cui prendono chiaramente in prestito alcune atmosfere) ma si sente l'intenzione di "dare" qualcosa agli ascoltatori. Le canzoni sono per la laggior parte delle ballate roccheggianti, con varie divagazioni soft e hard, tutte orecchiabili e a tratti interessanti. E cosa non da poco, ci sono dei testi che hanno un significato! E se uno come vasco prende la laurea in scienze delle comunicazioni (con una tesi dal titolo "eh, oh, ah, e-eh!"), e vengono ancora osannati i finley (i finley?!?) a gruppi come questo se ne può dare una in lettere (sì, sì, certo, ai marlene una "speclialistica").
Dal punto di vista strumentale sono decisamente sopra la media, ottime melodie e arrangiamenti. L'unico appunto che mi sento di fargli è quello di una tendenza eccessiva ad appiattire il cantato, peccato perché la voce sembra avere delle potenzialità notevoli (nei bassi ricorda de andrè e ha una buona estensione).
In ogni caso non la meno per le lunghe, in tempi come questi, gruppi così sono aria fresca...

2 commenti:

gelostellato ha detto...

ecco io mi ascolto questi
e tu ti ascolti il nuovo baustelle
ok?

non hanno a che fare con il rock, ma con la poesia si.

comunque a me i marlene piacciono.
tra i gruppi che hai citato ti sei dimanticato della gente che ancora è abbastanza coerente
afterhours, massimo volume... avevano cose da dire.

comunque poi mi sono ascoltato certa gente, e di vivo non ho trovato niente
teatro degli orrori
fiaba
virginiana miller...

no non ci siamo
qualche spunto, certo, ma siamo tanto lontani.

rendiamo meglo sul pop d'autore, come baustelle e perturbazione
ma il rock, quello là, quello che sputa sul microfono, è emigrato, temo.

ciao
R.

homo in vitro ha detto...

Sì, sì, avevo letto sul tuo blog, baustelle sta in lista...
ah, tempi duri.