lunedì 11 febbraio 2008

getti d'inchiostro - I

brevi follie scritte di getto, seguendo le sensazioni del momento
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leggende di catrame
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C'è odore di catrame in questa stanza, come se stessero asfaltando una strada. Eppure ci sono solo 2 computer e un palo di legno. Il palo di legno sono io. Ho dormito male e la schiena mi si è bloccata. Dritto e coi capelli stopposi sulle guance, sembro un mocio rovesciato.
Vado in giro per la camera ad annusare, infilo il mio naso prensile tra i pertugi del laboratorio. Catrame ovunque, ovunque.
Esisterà l'origine della puzza, da qualche parte. Non riesco a trovarla. Accendo il condizionatore, attivo il basculamento. Se ne andrà via. Il lezzo diventa ondulatorio, mi investe a moti alternati, narice-occhio-capelli.
Sposto le stampanti, i fili, i cavi, gli schermi, le tastiere, ci infilo il naso sotto. Mi cade la tastiera, sul naso. Impreco e starnutisco (ma poteva andare peggio). Un sassolino è caduto per terra. Lo raccolgo. È un grumo di catrame, ce l'avevo nel naso.
Nel naso? Ma come minchia c'è finito lì dentro?
Lo butto via. In pace finalmente. No, lo sento ancora, l'odore di bitume vecchio. Rimane solo il condotto d'areazione. Sto impazzendo, sono il solito cane rabbioso. M'arrampico sulla scrivania, sposto la grata, mi isso sul soffitto. Cunicoli polverosi, topi morti (avevano detto che avevano disinfestato tutto), aria sempre più catramosa, ometti paffutelli che corrono dietro gli angoli.
Li inseguo. Hanno dei sacchetti sulle spalle, sono veloci, ma io striscio come un serpente. Ne afferro uno per un piede. Strilla e s'incazza. Gli chiedo chi è, che vuole, perché mi tormenta.
- Non ci riconosci?
- O-omini del sonno?
- Ta-da! Indovinato.
- Ma che cacchio fate?
- Siamo in rivolta, ci avete rotto le palle voialtri. D'ora in poi dai nostri sacchetti non spargeremo più polvere di sonno, ma catrame.
- Ma... perché?
- Perché così morirete piano piano pieni di tumori.
- Oddio! Ma io volevo sapere che vi ho fatto io.
- Anche tu, sì, come tutti bello. Ora mollami!
Arrivano un bel po' di suoi amichetti, si mettono a saltare come forsennati. Trema tutto, i pannelli scricchiolano, si rompono. Cado nel corridoio dell'ospedale in una nube di catrame. Un'altra botta sul naso. Camici bianchi mi circondano.
- Gli omini del sonno, sono in rivolta!
Chissà perché nessuno mi crede, si guardano tutti con occhi pietosi.
- Preso una bella botta, eh? - mi dice un medico. - Su, andiamo.
Mi mettono su una barella. Sento qualcuno che sghinazza, sopra di me. Mi portano via.

1 commento:

gelostellato ha detto...

MORIREMO TUTTI!
MORIREMO TUTTIIIIII!
TUTTIIIIIII!!!!