lunedì 18 febbraio 2008

gaetano mistretta – i vermi nella mente


Prendo spunto dalla prefazione-saggio di valerio evangelisti (4 pagine...) e inizio con una domanda: perché comporre una raccolta di racconti? O meglio ancora, perché scrivere un racconto?
Credo che molti scrivano perché sentono l’esigenza di comunicare qualcosa, di esprimersi e far conoscere le proprie cose agli altri. Ci sono tanti motivi, piccoli e grandi, ma credo che sotto sotto, l’esigenza di comunicare qualcosa sia il fulcro di tutto.
Ora, non voglio sembrare arrogante e saccente, non voglio passare per quello che stronca la letteratura nostrana (sono convinto che ci siano fior fiori di scrittori in giro, e non solo i soliti nomi noti, parlo proprio del cosiddetto “sottobosco”), ma mi chiedo: gaetano, perché lo hai fatto?
Io non conosco l’autore, è la sua prima cosa che leggo, e non ho intenzione di scrivere uno di quei soliti post pieni di battute facili e ironie scopiazzate che molto spesso appartengono a famosi recensori italici (che poi passano per “brillanti”). Voglio solo capire il perché di un’opera che, secondo me, è davvero brutta.
A livello formale non c’è niente da dire, lo stile è semplice. Solo, non funziona. Così come i dialoghi, sembrano provenire da un altro pianeta. Non ce n’è uno che sia credibile. Ma anche se fosse un espediente ricercato, non sono verosimili.
Le storie sono sconclusionate, spesso banali, a volte con una eccessiva ricerca del finale a effetto che, giuro, non ho capito. Oltretutto sono molto slegati, non c’è un tema, un filo conduttore, un’area tematica. Non dico che debba essere tutto horror o tutto noir o chessò, solo un minimo minimo di coerenza. Come direbbe qualcuno “non solo non sono lo stesso campo da gioco, non sono nemmeno lo stesso sport!” (non mi sono trattenuto, scusate...)
Be’, che dire, sperando che l’autore non passi da queste parti, vi sconsiglio vivamente di leggerlo.

4 commenti:

simone corà ha detto...

Io ho letto la prefazione di Evangelisti e il primo racconto, poi sono morto

homo in vitro ha detto...

io sono morto già dopo la prefazione. il libro lo ha finito di leggere il socio, quello che si sveglia quando io mi addormento (e che non riesce a lasciare i libri a metà)

Alex McNab ha detto...

Beh, come pubblicità negativa funziona a meraviglia! Ora so esattamente cosa NON leggere nel mio tempo libero...
Ma davvero è così tremendo?

homo in vitro ha detto...

S� senza mezzi termini. Forse si salva l'ultimo racconto, ma uno ci arriva talmente stremato che non lo considera...