mercoledì 6 febbraio 2008

alda teodorani – labbra di sangue

Se qualcuno mi regala un libro state certi che prima o poi lo leggo. Questo mi è stato gentilmente donato dal sempinero webmaster de la tela nera, durante l’ultima famigerata cena ltn., assieme ad altri 2 che verranno a ruota. È stato lì sullo scaffale per un po’, quindi è passato sotto i miei occhiacci.
Che dire, è un romanzo di 200 pagg (che poteva starci in 150) senza molte pretese, o forse troppe, a seconda dei punti di vista. Io ho letto poco di questa scrittrice, quindi non posso fare paragoni incrociati, ma sentendo quel che si dice in giro, è da molti considerata una delle regine del nero italiano, una di quelle che racconta truculenze senza peli sulla lingua. In effetti di violenza nel libro ce n’è a volontà, ma a volte dà la sensazione di una forzatura un po’ troppo ricercata.
La trama è molto semplice, c’è un serial killer che si aggira per Roma, un commissario che indaga, un ragazzo sfigato che sta sempre in mezzo, un sacco di vittime e un colpo di scena finale un po’ telefonato. Niente di che insomma.
I maggiori pregi li ha individuati forse proprio lucarelli nella prefazione: c’è il tentativo di creare un’atmosfera particolare, una serie di quadretti a tinte oscure, un susseguirsi di personaggi e violenze, con la ricerca di una prosa ritmata e a registro alto alternata a dialoghi secchi e azioni nette. Non ci sono descrizioni esteriori, è tutto lasciato all’immaginazione del lettore, solo introspezioni e salti di punti di vista. L’idea non è male, solo che c’è il rischio di cadere in alcuni stereotipi, e purtroppo questo spesso accade nel romanzo (es: il commissario duro, il giornalista squalo…). Ed è un vero peccato perché alcune sequenze sono davvero affascinanti.
Ultimo punto a sfavore è l’utilizzo del tempo narrativo: terza persona al presente. Ora, io sono un cultore del presente (soprattutto prima persona) e non riesco a capire perché la teodorani lo ha alternato spesso al passato prossimo, il che crea un effetto straniante e un “delay” dell’azione spesso fastidioso.
Infine qualche refuso di troppo, un buon lavoro di editing non avrebbe guastato.
Tirando le somme un libro che poteva essere qualcosa di originale e che si è perso per strada accartocciandosi su se stesso.

2 commenti:

gelostellato ha detto...

abbiamo parlato contemporaneamente dello stesso libro, dicendo praticamente più o meno le stesse cose (senonchè il presente 3persona a me non ha infastidito) e senza esserci messi d'accordo.
incredibile!
:) :) vai sul sito della alda
la troverai simpatica
ciao
R.

Anonimo ha detto...

peccato che la prefazione di Lucarelli sta nell'edizione larcher, mentre la copertina che hai riportato è quella di Datanews, senza prefazione di lucarelli e cento pagine in meno,
elena