domenica 13 gennaio 2008

dream theater – systematic chaos


!Attenzione, questo post contiene millanterie e ostentazioni di una non ben accertata cultura musicale!
A quanto pare i dream theater si sono ricordati di essere un gruppo progressive metal e si sono prodigati per sfornare un album decente. Sì dai, non di più, systematic chaos è un buon cd, non un capolavoro, ma di certo contiene dei pezzi che meritano l’ascolto. Soprattutto c’è l’intenzione di proporre qualcosa di innovativo, anche se a volte vale ancora a dimostrare che in d.t sono ancora un po’ in stato confusionale.
Se “in the enemies pt 1” spolvera un buon crescendo progressive di quelli vecchio stampo non si può non notare l’imbarazzante tastiera stile muse che si sente nel sottofondo della seconda parte della canzone: in tutta onestà appena l’ho sentita mi sono messo le mani nei capelli…
“Forsaken” è una canzone piuttosto inutile che cerca di recuperare le atmosfere soft di images and words, ma non ci riesce più di tanto.
“Constant motion” è un gran bel pezzo, quello che cerca più di tutti di incanalarsi verso una nuova strada, in tutti i sensi, sia strumentale che vocale, oltre che di melodia. Fusione di rock, metal e progressive stampo “awake”. Non siamo ancora su livelli eccelsi, ma ottimi credo di sì.
“The dark eternal night” è sostanzialmente una buona idea, con spunti davvero notevoli, ma come non pensare ai korn ascoltando il riff d’intro? E la voce rubata ai prodigy? Troppi prestiti, troppi. Stupendi però gli interludi “jazzati” all’interno, altissimo livello lì, davvero.
“Repetance” è proprio una ripetizione, nel senso che sembra la versione umplugged di home. È una canzone carina, fatta bene, anche se un po’ troppo ripetitiva (ancora? Ma allora è fatto apposta!). Tutto sommato si ascolta con piacere.
Durante la registrazione di “prophets of war” credo che i cinque del teatrino dei sogni abbiamo preso una botta in testa. O forse erano andati in disco a ballare e si sono dimenticati il registratore acceso. Forse c’era una festa di teen ager alla porta a fianco a volume alto mentre stavano registrando? Insomma che cazzo è quel sottofondo discotecaro?
“the ministry of lost souls” è una delle solite divagazioni pop dei d.t. che non ho mai capito. Vabbé, si saltano i primi sette minuti, ci si ascolta il salto centrale e poi si passa alla prossima.
“In the presence of the enemies pt 2” è degna conclusione, pezzo stile veri d.t, con tutto il loro modus sonandi buttato dentro in stile operetta. Bello bello (anche se quella cazzarola di tastiera muse che si sente ogni tanto…)
Et voilà un buon album. Il prossimo lo voglio figo però.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

perchè, cos'hai contro i muse?
ti spezzo le gambette, ricciolino!
:)

homo in vitro ha detto...

Cacchio, niente contro i muse, ho tutti i loro cd (tranne l'ultimo che è tremendo...)
Solo che quella tastiera sotto i d.t. è terribile!!!