venerdì 4 gennaio 2008

alan altieri – l’occhio sotterraneo


Ecco il primo libro del 2008, romanzo di fantascienza di un futuro prossimo in cui si succedono cataclismi, naturali e provocati dall’uomo, abilmente sfruttati da una mente segreta per cercare di soggiogare il mondo; sullo sfondo, una germania in cui è all’ascesa un nuovo partito neonazista e una serie di guerre nel medio oriente che si fondono nel piano dell’occhio sotterraneo di un misterioso individuo.
Raccontare la trama in pochi righe è impossibile, c’è un tale intreccio di avvenimenti e personaggi che è meglio solo rimanere sul vago della riga precedente e accettare la definizione di thriller fantapolitico che appare in copertina. Alan altieri del resto è uno di quelli che sa tessere trame e incastrare personaggi e storie (anche se devo essere onesto, di questo autore ho letto poca roba) quindi alla fine, si è sicuri che, nonostante tutto, la storia quadra e i pezzi si montano per certo. Allora senza cianciare oltre due parole su pregi e difetti.
La storia è avvincente e orchestrata con maestria e si legge con piacere ancora oggi (il romanzo è venuto alla luce nel 1983), i personaggi sono credibili, anche se a volte si rasenta lo stereotipo, ma per fortuna ce ne sono abbastanza per decidere chi ci sta antipatico e chi apprezziamo. Lo stile è fluido e misurato, con le giuste metafore e forzature piantate al posto giusto, e il gusto per l’eccesso di dettaglio tecnologico non disturba il comune lettore a cui frega poco delle armi e dei mezzi. Insomma il libro va avanti senza problemi. Le pecche però ci sono. Innanzitutto è troppo, troppo lungo; 500 pagine scritte abbastanza fittamente appesantiscono la storia, che potrebbe fare tranquillamente a meno di alcuni passaggi macchinosi. Poi, la costruzione a incastro di storie può essere affascinante (è quasi d’obbligo in un thriller come questo), ma a tratti è davvero mal gestita con salti troppo precoci e repentini da un capo all’altro della germania, e con un avvicendarsi di personaggi pazzesco. Per le prime 100 pagine mi son dovuto sforzare di ricordare nomi e luoghi per non perdere passaggi importanti. Infine, il finale con la risoluzione del mistero e del personaggio “sotterraneo”: una telefonata gratuita per il pirla del villaggio.
Complessivamente: un libro contraddittorio dalle enormi potenzialità non sfruttate.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi sembra di capire che il libro non l'abbia entusiasmata.
Sono disposto a comprarlo, mi interessa leggerlo.
Se fosse interessato a venderlo mi contatti g.cilluffo@tiscali.it.
Grazie anticipatamente

vimaworm ha detto...

My cousin recommended this blog and she was totally right keep up the fantastic work!

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