giovedì 22 novembre 2007

tramonto e polvere – joe r lansdale

Gli americani mi stanno tendenzialmente sulle palle. È un dato di fatto legato alla loro maniera di interpretare la loro cultura e l’annesso modo di porsi. Sostanzialmente sono una sorta di pacchiano partigiano a stelle e strisce con andata da cazzone (sì, sì, ci sono le solite eccezioni).
Però la loro cultura in fatto di scrittura moderna è davvero ammirevole. Tant’è vero che nonostante provi a farmi un lungo periodo di disintossicazione dai loro romanzi, prima o poi ci ricasco dentro. È come dire che l’italiano è forte a pallone, in generale è un dato di fatto. Se ci sono più americani che italiani sui nostri scaffali, vuol dire che forse l’italia è ancora indietro in fatto di letteratura moderna. Magari ai tempi di dante gli facevamo il culo, ma oggi facciamo un po’ di fatica.
Il vecchio joe non ha di certo bisogno di presentazioni, chi non conosce il texano tra i migliori scrittori d’america? Questo è uno dei suoi romanzi più famosi, quello che ha raggiunto un incredibile equilibrio tra le follie delle storie giovanili e una chiarezza di forma che si sposa a dovere con la ricchezza di immagini retoriche che il buon lansdale sa regalare. Così come la prorompenza ed efficacia del protagonista femminile, Sunset, che dopo aver fatto fuori il marito durante una delle solite violenze subite, si ritrova a rappresentare la legge nel suo territorio e a dover sbrogliare un caso incasinato. Nel romanzo ritroviamo il texas e il solito dito puntato su razzismo (oltre che sulla disparità sessuale), ma se da un lato la scrittura si fa meno ardita, la forza delle immagini e delle metafore legate al paesaggio è devastante. C’è qualche peccato nell’intreccio, sì, a volte forse fa troppo l’occhiolino a beautiful, un paio di personaggi stanno lì a morire e basta, ma a uno che scrive così si può perdonare ben altro. Questo è un libro da leggere e da rileggere.

1 commento:

TUA MOGLIE! ha detto...

BBUUUUUHHH.... pecchi di sudditanza psicologica (by Mughini?)... lo scrittore è bravo, si sa... Ma vive di rendita: letti i primi suoi 5 libri, non ti aspettare niente di nuovo. Stessi ambienti, stesse atmosfere, stesse parolacce... spesso anche stessi gli assassini... Questo è un bel libro, da leggere sì, ma da rileggere proprio no. No!