venerdì 9 novembre 2007

La cura del gorilla – sandrone dazieri


A molti verrà subito in mente bisio, con la sua pelata e gli occhi tondi, che cerca di destreggiarsi nei panni del gorilla. Io, che il film non l’ho visto, l’ho immaginato leggermente diverso, simile proprio a dazieri, che in effetti si autodescrive come protagonista del libro: sempre pelato ma con occhiali e occhietti furbetti. Ed è un personaggio al quale ci si affeziona subito e lo si resta fino alla fine. Sembra vero, tanto vero da essere pieno di caratteristiche dell’autore: buttafuori (come lo è stato dazieri), conoscitore della vita da militante dei centri sociali, sempre impastato in qualcosa che non vorrebbe fare, ma che alla fine fa. Ora, non ci è dato sapere se anche l’autore, come il suo alter ego cartaceo, soffra di una schizofrenia che lo porta ad avere una sorta di doppia personalità, o meglio di riuscire a essere due persone diverse a seconda di quale parte del cervello sia attiva, destra o sinistra, in modo che chi è sveglio conduca il gioco. Sta di fatto che questa risulta essere la grande idea del romanzo, un uomo che sta sempre sveglio e fa a metà tra le sue due personalità. Da qui la capacità di indagare 24 h su 24 sui due casi che si trova costretto a risolvere.
Il potenziale enorme però non viene sfruttato appieno. Per quanto la narrativa sia estremamente fluida ho trovato un bel po’ di inghippi che mi hanno fatto storcere il naso. Innanzitutto la figura del Socio (cioè quello che prende le redini del corpo quando sandrone si addormenta) è eccessivamente marginale e viene fuori solo troppo implicitamente. Poteva sicuramente giocare un ruolo più importante e far divenire la storia più intrigante. Per non allungare a dismisura le pagine in gioco sarebbe bastato alleggerire i casi da risolvere senza intrecciarli troppo. Altra cosa che mi ha fatto innervosire è l’utilizzo della punteggiatura. Punti ovunque, prima, dopo, durante e attraverso il trattino del dialogo. Ho dovuto far finta di non vederli. Infine l’editing, davvero troppo poco curato. Errori grossolani a destra e a manca. Non dico che un libro debba essere perfetto, ma sviste di grammatica, battitura, refusi, periodi senza pezzi. Addirittura nella seconda parte ci sono due capitoli 8. Ma qui forse l’autore conta poco. C’è da dire che il libro che avevo sotto mano era una prima edizione. Spero che nelle ristampe abbiano fatto qualcosa perché, insomma, così non è serio.
Ma ciò non inficia il giudizio complessivo del romanzo. Si fa leggere, e volentieri, bisio o non bisio.

1 commento:

gelostellato ha detto...

eh si, bello questo
mi è piaciuto
ciao