giovedì 18 ottobre 2007

pubblicità

Confesso di non guardare molta televisione e più il tempo passa più mi irrita. Negli ultimi tempi mi sono messo a vedere heroes e devo dire che questa serie mi garba molto. Rispetto a lost et similia qui si ha la sensazione che la storia vada avanti, oltre ad avere una trama avvincente. Ma non è di questo che voglio parlare, il titolo non vuol dire faccio pubblicità a una serie tv. Io mi riferisco proprio agli spot televisivi.
Ok, aumentano sia in numero che in durata (cronometro alla mano, uno spot è durato 5’47”!) e quasi ce ne stiamo facendo una ragione. In quegli archi di tempo riesco quasi a leggermi un racconto, a fare pipì e lavarmi i denti, a portare fuori la monnezza, ad addormentare mia figlia senza perdere il resto della storia. Lasciando stare il fatto che sulle reti pubbliche di spot non ce ne dovrebbero quasi essere, le persone si sono organizzate. Oltretutto io non detesto la pubblicità in sé, certe sono addirittura godibili (anche se potrebbero contenersi in due tre minuti); e non è proprio colpa della stessa se i film finiscono tardissimo, quanto più dei programmi delle 8, tipo pacchi e strisce le notizie, che finiscono alle 9,20!
Una cosa però mi ha fatto davvero incazzare. Uno dei protagonisti di heroes è un giapponese, che parla col suo amico giapponese nella sua lingua madre, cioè il giapponese. Per capire che accidenti dice mi devo leggere i sottotitoli. Se voi, o maestri del palinsesto, mi ficcate quelle orrende strisce pubblicitarie mentre quello parla, io che cazzo ci capisco? Lo sapete che ho perso la frase finale di hiro nakamura perché ci avete messo sopra quella faccia di minchia di papi?
Signori, datevi una controllata. Abbiamo imparato a convivere con gli spot ma non rompeteci le palle durante la visione!
Ecco a cosa mi riferisco:


Che poi io ero quasi contento di come andava sulle reti private. Ora, tornate a circa 15 anni fa. Le partite (maledetto calcio, riemergi sempre) le facevano quasi esclusivamente sulla rai. Quando veniva fuori l’eccezione su fininvest mi ricordo che io e i miei fratelli ci tagliavamo le vene: facevano le pubblicità intere durante la partita; e non mini-spot durante le pause come oggi. Erano 5 minuti! Ti perdevi mezza partita. Robe che lasciavi il risultato sullo 0-0 e al ritorno trovavi un assurdo 2-1. Proprio le reti private hanno iniziato a contenersi, mentre le pubbliche hanno aumentato. A questo punto è partita la concorrenza ed è stata la fine.
Ora fa veramente schifo. Sta diventando troppo invasiva. Avete provato a leggere il televideo? È arrivata anche lì. Provate a leggere la classifica della serie A, pag 203 di televideo. Se ce la fate in un solo colpo avrete finalmente la certezza di essere dei geni. O forse, semplicemente, il vostro cervello non è umano.

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