giovedì 25 ottobre 2007

l’aspirante scrittore – capitolo I – de contraddictoria

Siamo nati nel paese dei cazzari. Dobbiamo far fronte, accettare e affrontare questo fatto. Nessuno legge (niente in contrario, scelte personali) ma tutti conoscono tutto.
Esperienze: frequento l’adolescente che odia i libri. Si ficca un dito in bocca e simula il vomito a ogni autore che gli dico. Meglio TV – musica – fumetti - pippe manuali e mentali – cazzeggio – alcool ---. Non lo sopporto ma lo rispetto. È una sua scelta.
Nonostante tutto cresciamo insieme. In treno mi vede leggere libri horror e mi accusa di essere infantile. Cita i 3 grandi autori del passato che ha sentito nominare, i 4 soliti del presente e mi sprona a leggere quelli. Come rispondergli? Cosa dirgli?
Resto in silenzio e mi rendo conto di quanto queste persone siano diffuse. Eppure li ho letti i suoi 3 classici e anche i 4 best-seller moderni. Ma non riesco a dire nulla. Lui apre una rivista e si mette a leggere le barzellette. Alcune sono penose, ma lui le legge lo stesso. Ride solo una volta. Noto che il caso gli ha messo in mano la rivista su cui tempo fa ho pubblicato un racconto. Guardo sopra le vignette e leggo una frase devastante:
“Inviateci le vostre vignette, per ogni pubblicazione un compenso di 5 euro”.
Mi si chiude lo stomaco. Due linee e una frase valgono 5 euro. Io ci ho pubblicato un racconto di 20000 sudati caratteri, per la fantastica ricompensa della gloria su carta.
Cosa dire? Cosa fare? Nulla, non riesco a dire nulla come al solito.
Penso solo che si è più disposti a investire su barzellettieri – vignettisti, che su scrittori o aspiranti tali. Ma su chi dovrei riversare le mie frustrazioni?
Voglio dire, esiste un deus ex machina che impone un certo tipo di mercato oppure gli editori fanno ricerche e mettono al mondo i prodotti che la gente vuole?
È giunto il momento di indagare personalmente...

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