lunedì 1 ottobre 2007

Il valore delle Cose

Le cose sono più importanti. È così. Le persone vengono dopo. Se uno che non ha una casa s’infila in una bicocca vuota, per non dormire all’aperto, merita di essere punito. Ha leso il diritto altrui sulla proprietà privata. Le case sono più importanti, facciamoli fuori tutti questi barboni.
Poi però si fa presto a regalare pacchi di pasta a poveri nonnetti inventati. Siamo tutti buoni in fondo, ci vogliamo tutti bene, aiutiamo chi ha bisogno.
Chi rinuncerebbe alla televisione per un cencioso africano?
Chi farebbe a meno dell’automobile per uno schifoso birmano?
Chi darebbe via la sua borsa di gucci per aiutare uno di quei barboni che puzzano come fogne?
Problemi loro.
Potevano nascere nella parte giusta del mondo. In un’altra famiglia, in un’altro luogo, in un altro secolo.
Noi abbiamo già i nostri problemi. Lavoriamo troppo, poche vacanze, il cellulare che non funziona, andiamo al cinema solo una volta a settimana, in pizzeria solo due volte al mese. Che dire poi della terribile piaga dell’aumento del costo degli ombrelloni in spiaggia. E la benzina?
E quegli altri poveracci che non possono parcheggiare il loro yacht da 30 metri davanti alla loro casa in spiaggia? Dio, questi sono problemi. Ma poi cosa rompete voi, che noi compriamo le violette o il chilo d’arance in piazza, alla domenica, per tutte quelle associazioni là, con sigle e controsigle.
E facciamo anche l’offerta in chiesa.
Doniamo l’8 per mille alla ricerca.
Noi abbiamo la coscienza pulita.

Le nostre cose sono sporche.
Sporche del moccio e del sangue di un bambino africano.
Ma anche di un barbone italiano, ché qua non vogliamo fare torti a nessuno.
Voglio vedere quando la gente capirà che la beneficenza non serve a niente. È il palliativo per la nostra coscienza. È il sistema che fa schifo. Sono quei merdosi al potere il guaio.
E noi, massa di coglioni da 800 euro al mese non facciamo un cazzo.
Siamo noi che li mettiamo al vertice. Noi possiamo toglierceli.

Nessun commento: