lunedì 29 ottobre 2007

gianfranco manfredi – la fuga del cavallo morto

E di nuovo con un libro di manfredi, “il primo e l’ultimo dei quattro” (sì, lo ammetto, è da una settimana che mi ripeto questa citazione) presi in biblioteca. Ora, confesso che ho prelevato questo libro dalla biblioteca senza leggere il trafiletto interno, confidando quindi nel fatto che fosse un altro horror del buon gianfranco. Invece è una delle tipiche deviazioni dal proprio genere che un autore ogni tanto si concede, una sorta di opera grottesca venuta alla luce editoriale nel 1993, dopo una cinquina di romanzi dell’orrore.
Superata la delusione e lo scetticismo iniziale mi sono dato alla lettura. Ho scoperto che una piacevole ironia disincantata scorre nelle vene di questo fanta-scrittore, che è riuscito a trasmutare le iperboli orrorifiche in subdoli attacchi al sistema televisivo. Vabbé, la storia sa di già visto (un comico all’apice della fama, al culmine dello stress, inscena la propria morte e racconta stralci del suo passato) e spesso le gag e la scrittura zoppicano un po’, ma la critica del sistema e le chicche cameo che ci sono all’interno mi sono piaciute un casino.
La visione del mondo da parte di questo novello mattia pascal (sì anche questa l’ho ripassata per una settimana), invischiato nelle relazioni tra “davanti l’obiettivo” e “dietro le quinte”, è davvero interessante, così come i rapporti che si intrecciano tra reale (attori, programmi, aneddoti...) e fittizio (trama, protagonisti...).
In fin dei conti una lettura gradevole, una buona deviazione dal “nero” anche per il lettore.

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